LIBERARSI dal peso di DEBITI e CARTELLE ora è possibile
Ecco alcuni
CASI significativi

12.1.2021
Aperta la prima procedura di Liquidazione “familiare” avviata da ISCOS sulla scorta delle nuove norme varate con la L. 176/2020.
ISCOS ha tagliato per primo un altro traguardo: ha ottenuto dal Tribunale l’apertura di una procedura “familiare” tra le prime in Italia.
E’ avvenuto giusta Ordinanza del Tribunale di Milano, Seconda Sezione Civile, del 12.1.2021, che ha accolto un’istanza di apertura della Liquidazione promossa da due coniugi che si sono rivolto all’OCC ISCOS e che hanno potuto beneficiare delle nuove norme varate proprio sotto Natale.
La legge 18.12.2020, n. 176, di conversione del Decreto Legge n. 137/2020, entrata in vigore il 24 dicembre scorso, ha introdotto nel campo della composizione della crisi da sovraindebitamento le procedure “familiari”, che possono essere attivate insieme in un unico procedimento dai componenti della stessa famiglia, con notevole risparmio di tempo e di costi.
Per “famiglia” ai sensi della nuova procedura da sovraindebitamento si intende il contesto familiare allargato. Infatti, possono accedere a tali procedure oltre ai coniugi anche i parenti entro il quarto grado e gli affini entro il secondo, nonché le parti dell'unione civile e i conviventi di fatto di cui alla legge 20 maggio 2016, n. 76, purchè il sovraindebitamento abbia un’origine comune.

3.12.2020
Un Natale più sereno per una famiglia vessata dai debiti grazie al Piano del Consumatore predisposto da ISCOS
Sarà un Natale più sereno quello che si vivrà quest’anno a casa di una famiglia italiana che, grazie alla Legge sul Sovraindebitamento e a ISCOS, è riuscita a dimezzare il proprio debito e rateizzare il residuo.
E’ il caso di un anziano docente in pensione, con moglie e figli a carico che, essendosi gravemente ammalato, non è più riuscito a far fronte con la sua sola pensione alle spese personali e familiari.
Il prof. ha avuto una vita tutto sommato tranquilla sino a che una grave malattia degenerativa non lo colpito e la sua compagna non ha per il lavoro per occuparsi di lui ma tempo pieno. Da allora è stato costretto, come spesso accade, a ricorrere a prestiti con società finanziarie e istituti di credito per sbarcare il lunario e sostenere le crescenti spese familiari aggravate dalle spese mediche indispensabili e dalle mutate esigenze dei figli, studenti universitari fuori sede, costretti a vivere lontano da casa perché impegnati in percorsi di studio non disponibili nelle Università del territorio.
Così lo sfortunato professore si vedeva costretto ad accendere un primo finanziamento, poi un altro per coprire il primo, e cosi via sino a giungere a una condizione assai grave, potendo contare, detratti i debiti che mensilmente ha comunque sempre onorato, su soli 200 euro mensili per far fronte a tutte le spese. Una condizione di estrema difficoltà che non poteva trascinarsi oltre ancora per molto.
Stremato dalla malattia sempre più invalidante e schiacciato dai debiti via via crescenti, si è rivolto a ISCOS, Istituto per la Coesione Sociale.
ISCOS ha preso in carico la situazione del nostro Prof. sotto ogni profilo, anche umano e personale, ed ha seguito la vicenda con un proprio Gestore specializzato che ha predisposto un piano del consumatore relazionando dettagliatamente sulla sua “meritevolezza” ad accedere ai benefici di legge in ragione della sua precaria condizione personale e familiare.
Il procedimento ben istruito dal Gestore ed avviato da ISCOS dinanzi al Tribunale di Reggio Calabria ha avuto successo. Infatti, il Giudice delegato Dott.ssa Tiziana Drago ha omologato il Piano del Consumatore accogliendo le tesi del nostro Prof. e consentendogli, così, di ridurre del 55% il debito complessivo, spalmando il residuo in rate da circa 300 euro mensili.
Finalmente il Prof. e la sua famiglia possono tornare a respirare e a riconquistare una dignità messa a dura prova da anni difficili.
Le procedure di composizione della crisi da Sovraindebamento sono una valida opportunità per quanti si trovano schiacciati dai debiti e non sanno come uscirne. Specie in una situazione assai problematica come quella che l’emergenza sanitaria in atto ci consegnerà nei prossimi mesi è importante sapere che non si è soli e che anche nella nostra città ci sono gli strumenti necessari per affrontare con maggiore serenità le difficoltà economiche nelle quali chiunque può venirsi a trovare.

19.02.2020
Un imprenditore, grazie a un Accordo di ristrutturazione, abbatte dell’80 per cento il proprio debito con Erario e creditori.
Così ha deciso il la Quinta Sezione del Tribunale di Firenze, Giudice Dott.ssa Silvia Governatori.
Il caso è quello di un imprenditore operante nel settore dell’edilizia, che pur avendo da alcuni anni cessato la propria attività, si vedeva tuttora schiacciato da una massa di debiti superiori a € 850.000.
Grazie al ricorso a un OCC ISCOS, l’imprenditore sovraindebitato ha raggiunto con i creditori un Accordo di ristrutturazione dei debiti ex Legge 3/2012, che ha consentito il ricorso a finanza esterna.
Un prossimo congiunto del debitore ha, infatti, messo a disposizione dei creditori la somma complessiva di € 180.000 a condizione che gli stessi accettassero tale importo a saldo e stralcio dell’intera esposizione debitoria. Non sussistendo una alternativa liquidatoria migliorativa per i creditori per come attestato dai Gestori ISCOS, i creditori hanno manifestato il loro unanime consenso alla proposta, con la conseguente omologa giudiziale del Piano.
L’imprenditore ha potuto così conseguire un risparmio notevole, pari a circa l’80% del debito complessivo, cancellando ogni iscrizione pregiudizievole, rimettendo finalmente in moto la propria vita professionale e familiare.

09.07.2019
E’ meritevole di liberarsi dai debiti il consumatore che abbia contratto obbligazioni e che non sia più in grado di farvi fronte per sopraggiunte difficoltà familiari e lavorative
E’ il caso affrontato dal Tribunale di Rimini, Giudice Lorenzo Maria Lico, che, con decisione del 9 luglio 2019, ha omologato un piano del consumatore promosso dal Sig. Tizio (nome di fantasia) il quale ha addotto di aver contratto alcuni prestiti, una cessione del quinto e di aver usato carte revolving per far fronte a sopraggiunte esigenze familiari. Il Tribunale ha ammesso che le difficoltà in cui è venuto a trovarsi il debitore (malattia professionale con sospensione dell’attività lavorativa protrattasi per mesi, assegnazione al proprio nucleo familiare di un nipote da parte dei Servizi Sociali, il sostegno economico offerto ad una figlia per avviare un’attività imprenditoriale che non ha avuto successo) possano considerarsi indice di “meritevolezza” alla esdebitazione.
Il debito complessivo del Sig. Tizio ammontava a € 109.573,91, a fronte di un reddito familiare netto di € 2.000,00. Alla luce del Piano apprestato dall’OCC e omologato dal Giudice, il Sig. Tizio dovrà versare solo € 370,00 mensili per 78 mesi, ottenendo così uno “sconto” sul debito di oltre il 76%!


02.05.2019
E’ possibile riproporre un nuovo piano del consumatore o un nuovo accordo di ristrutturazione dei debiti anche se non sono decorsi cinque anni dal precedente tentativo
La norma che prevede che i procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento previsti dalla legge 3/2012 non risultino ammissibili se il debitore vi abbia già fatto ricorso nei precedenti cinque anni, non esclude la riproposizione di un piano del consumatore laddove sia stato già presentato in quel lasso di tempo, ma sia stato dichiarato inammissibile. Ai fini della preclusione (stabilita dall'art 7, comma 2, lettera b), L. 3/2012) si deve avere riguardo unicamente all'effetto esdebitatorio finale che consegue all'omologazione del piano. Se tale effetto non si è prodotto, non maturerà alcuna preclusione. Lo ha stabilito in una recente decisione il Tribunale di Mantova, con sentenza del 2 maggio 2019, Pres. Est. Mauro P. Bernardi. 


30.04.2019
L’imprenditore in crisi può essere ammesso alla liquidazione del patrimonio anche se sprovvisto di beni mobili o immobili, fatti salvi i beni strumentali necessari alla prosecuzione dell’esercizio dell’impresa
In tal caso, l’imprenditore è stato ammesso a trattenere i beni strumentali e poter così proseguire la propria attività per soddisfare, con la sua capacità di produrre reddito, i propri creditori, una volta liberatosi del gravoso fardello costituito dallo stato di sovraindebitamento, beneficiando, nel contempo, della c.d. “Pace Fiscale”. Secondo tale ultima normativa, infatti, in caso di ammissione alla liquidazione del patrimonio, è consentito ottenere uno sconto del 90% dei debiti tributari che, nel caso dell’imprenditore in parola, costituivano la gran parte del proprio debito. Lo ha deciso il Tribunale di Grosseto, con la decisione assunta il 30 aprile 2019, Giudice Claudia Frosini.


26.03.2019
In caso di liquidazione dei propri beni per ottenere la liberazione dai debiti, il debitore può trattenere per se la propria pensione anche nel caso in cui si giovi di analogo trattamento pensionistico percepito dal proprio coniuge
E’ il caso risolto dal Tribunale di Pesaro con decisione del 26.3.2019, RG 403/2019, in riforma della decisione del Giudice di primo grado. In fase di apertura della liquidazione, infatti, il Giudice aveva disposto che, godendo della pensione del proprio coniuge, il debitore dovesse versare interamente la propria a favore dei creditori. Il Tribunale in composizione collegiale, correggendo tale impostazione, ha disposto che, nei limiti dell’impignorabilità fissati dalla legge, il debitore, sussistendo altri beni da liquidare, potesse trattenere per se anche la propria pensione.

 
 
Leggi altri CASI e SENTENZE in materia di sovraindebitamento

Tribunale di Reggio Emilia, Giudice Dott. Nicolò Stanzani Maserati, 08.04.2019
Abbattuto del 75% per cento il debito di un imprenditore grazie all’Accordo di ristrutturazione previsto dalla L. 3/2012.

 

Tribunale di Verona, Sezione II Civile, Giudice Luigi Pagliuca, 06.03.2019
Se il reddito da lavoro del debitore è appena sufficiente a soddisfare i bisogni personali e familiari, può essere escluso dalla liquidazione del patrimonio.

 

Tribunale di Verona, Seconda Sezione Civile, Giudice Dott. Luigi Pagliuca, 21.12.2018
E’ possibile risolvere una crisi da sovranidebitamento
anche se c’è in corso una cessione del quinto dello stipendio o procedure esecutive di banche o istituti finanziari purché si sia “meritevoli”.


Trib. Verona, 21.12.2018
Si alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento anche se privi di beni.

Il debitore, pure in assenza di beni immobili o mobili registrati può accedere alla procedura di liquidazione per sovraindebitamento. E’ sufficiente che il debitore vanti almeno crediti futuri derivanti dal rapporto di lavoro in essere e possa giovarsi del soccorso di finanza esterna fornita da terzi. 


Trib. Napoli Nord, Sez. III Civ., 21.12.2018
Il debitore è “meritevole” anche se la causa dell’illiquidità sia stata cagionata dal ricorso al credito al consumo.

Laddove il sovraindebitamento sia stato determinato dal ricorso del consumatore al mercato finanziario, al fine di escludere che lo stesso sia stato colpevolmente causato da un ricorso da parte dello stesso al credito non proporzionato alle proprie capacità patrimoniali, si deve fare riferimento a quanto disposto dall'art. 124 bis del TUB, essendo possibile, in una tale ipotesi, far risalire la causa del sovraindebitamento al comportamento non corretto dell'intermediario finanziario, per non avere questi adeguatamente valutato, come poteva e doveva fare, la situazione del richiedente il finanziamento, e si può escludere per tale motivo la sussistenza di una causa ostativa all'omologazione del piano, dovendosi ritenere non colpevole il consumatore per essersi fidato dell'esperienza di quel professionista. Ciò a meno che il richiedente il mutuo non abbia fornito all'intermediario false informazione, impedendogli così una adeguata valutazione della situazione. 


Trib. Bergamo, Sez. II, civ., 26.9.2018

Il nucleo familiare “allargato può accedere alle procedure di composizione della crisi ex L. 3/2012.

Si può affermare che sia “debitore” ex L. 3/2012 anche l’intero nucleo familiare, in particolare quando il perdurante squilibrio patrimoniale che ha causato la crisi finanziaria in atto derivi proprio dalla gestione della vita comune da parte dei componenti del nucleo familiare. Tale principio giurisprudenziale trova riscontro nel testo dell’art. 66, del nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, che dispone che “i membri della stessa famiglia possono presentare un unico progetto di risoluzione della crisi da sovraindebitamento se conviventi e la crisi finanziaria abbia una origine comune. La “famiglia” intesa dal Codice è quella estesa ai parenti entro il quarto grado, agli affini entro il secondo grado, ai membri di un’unione civile o a una famiglia di fatto ex L. 76/2016.


Trib. La Spezia, 10.9.2018

Nelle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento anche l’IVA è falcidiabile.

L'art. 7, primo comma, terzo periodo, della L. 3/2012 che prevede il divieto di falcidia dell’IVA va disapplicato in quanto in contrasto con il principio di “neutralità fiscale” previsto dall’U.E.. In forza di tale vincolante principio, infatti, il legislatore nazionale non può introdurre in materia fiscale significative differenze tra i contribuenti. Ciò accadrebbe rispetto a quanto previsto dagli artt. 160, secondo comma, e 183 ter, novellato, L.F., che ammette un pagamento in misura ridotta dell’IVA in materia di concordato preventivo.


Trib. Busto Arsizio, 30.5.2018

Il decreto emesso dal Giudice del Sovraindebitamento sospende le procedure esecutive pendenti.

Non basta la mera intenzione di proporre un accordo di composizione della crisi o un piano del consumatore per ottenere la sospensione di diritto dell’esecuzione forzata in essere. La sospensione delle procedure esecutive in corso resta in tal caso una facoltà del Giudice dell’Esecuzione. Il quale ne diviene obbligato solo dopo l’emissione del decreto di sospensione emesso dal Giudice del Sovraindebitamento contestualmente alla fissazione dell’udienza di omologa del piano e/o di verifica dei consensi all’accordo. Solo quest’ultimo provvedimento giudiziale, infatti, costituisce causa di sospensione ex lege dell’esecuzione in essere e divieto di iniziarne di nuove.

 
 

Leggi di più su come uscire dalla crisi

> Leggi la Guida al sovraindebitamento <


Contattaci
per richiedere informazioni o una verifica preliminare gratuita della condizione di sovraindebitamento

Numero unico nazionale 055.035.1254 
E.mail info@iscos.it


Sottoponici il tuo caso

Compila il > modulo di contatto ISCOS <


Chiedici di essere richiamato

Desideri ulteriori informazioni? Un operatore ISCOS è a tua disposizione e ti ricontatterà telefonicamente > ISCOS richiamami <